Palù del Fersina

Storia

L’incontro tra Canopi e Roncadori segna la storia della Valle dei Mòcheni

Gli storici non hanno definito una data precisa per l’insediamento umano nella Valle del Fersina. Tuttavia, intorno al 1200, gruppi di contadini iniziarono a colonizzare questa regione sulle rive del torrente Fersina. Originari principalmente dal Tirolo e dalla Baviera, parlavano una lingua germanofona e vennero chiamati roncadori, derivato dal latino “runc re”, che significa zappare o dissodare.

I Ròncadori si stabilirono principalmente sul lato sinistro della valle, fondando i paesi di Frassilongo/Garait, Fierozzo/Vlarotz, Roveda/Oachleit, Vignola e Falesina. Sul lato destro, invece, si insediarono solo nella parte più alta, fondando Palù del Fersina/Palai. Prima di loro, la valle e i monti circostanti erano sfruttati solo stagionalmente da poche famiglie.

Intorno al 1400, all’attività contadina si aggiunse quella estrattiva, attirando i minatori, chiamati canòpi, provenienti da Boemia e Tirolo. Le miniere della Valle del Fersina, in particolare la Miniera dell’Erdemolo a Palù del Fersina, divennero una grande fonte di ricchezza.

Non avvenne una vera fusione tra le due popolazioni e spesso ci furono tensioni, soprattutto per le risorse del territorio. Ad esempio, i minatori disboscavano in modo incontrollato per ottenere legname, causando frane e smottamenti. L’acqua veniva inquinata irreparabilmente durante la lavorazione dei minerali.

Con il declino dell’attività mineraria intorno al 1600, i canòpi ritornarono alle loro terre d’origine e l’attività principale tornò ad essere agricola e di allevamento. Durante l’inverno, il commercio di tessuti e oggetti sostenne l’economia locale, con uomini che viaggiavano verso regioni della Germania.

Una caratteristica distintiva della Valle del Fersina fu la sua indipendenza economica, che limitava i contatti esterni e contribuiva a preservare le sue usanze e tradizioni.